GENOVA, LUNEDI' 13 GENNAIO: SI PARLA DI RIFORME COSTITUZIONALI

 

Sono le 17:10 quando – presso l’Aula magna del polo didattico di via delle Fontane – si tiene un convegno, organizzato dall’Associazione Dottorandi e dottori di ricerca in Italia (Adi) e dal locale circolo di Giustizia e Libertà, intitolato a Guido Calogero e Aldo Capitini, dal titolo: “Legge elettorale: storia senza fine?”.

 

Ad introdurre i lavori è il dottor Diego Baldoni, coordinatore della sezione genovese dell’Adi, che ringrazia i relatori per poi ricordare un evento che si terrà a breve: la decisione, mercoledì quindici corrente mese, della Corte Costituzionale sull’ammissibilità del quesito referendario depositato dai salviniani.

 

A seguire tocca alla professoressa Lara Trucco, docente ordinaria di diritto costituzionale presso l’Università di Genova, che illustra il contenuto della riforma concernente la riduzione del numero dei parlamentari, e quella che è volta a rendere la legge elettorale vigente, il Rosatellum bis, indipendente dall’esito del referendum sulla prima.

 

Delle altre due questioni all’ordine del giorno – il referendum dei leghisti, volto all’abrogazione della quota proporzionale prevista dal su detto provvedimento firmato da Ettore Rosato, e la proposta di legge, depositata dal deputato pentastellato Giuseppe Brescia lo scorso nove gennaio, che va nella direzione esattamente opposta – si occupa l’avvocato costituzionalista Felice Besostri.

 

Questi sta seguendo da vicino le questioni, tanto da aver depositato – davanti al collegio giudicante – una memoria nella quale sostiene risolutamente l’inammissibilità del quesito proposto da Matteo Salvini: in particolare trova curioso che, gli stessi che propongono questo tipo di sistema elettorale nazionale, non si preoccupino di adottarlo nelle Regioni da loro amministrate, dove non sarebbe passibile di bocciatura preventiva.

 

 

Bosio (Al), 15 gennaio 2020

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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